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 Pitture del nostro esercito

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Manerbio
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MessaggioTitolo: Re: Pitture del nostro esercito   Ven 10 Ott 2014 - 12:05

P.S.
Francè tu morto mi vuoi.Very Happy
Io non ce la faccio. Ma come azzo fai? Tre giorni fa hai scritto una cosa sulla quale volevo rispondere.
La sto ancora scrivendo tra una cosa e l'altra!!!Mad
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francesco1017
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MessaggioTitolo: Re: Pitture del nostro esercito   Ven 10 Ott 2014 - 12:15

Manerbio ha scritto:
Per "sympatheia" , ma non per competenza, con quanto pubblicato , allego questo artista Italiano che m'è caro per fatto,fede ed azione.

Léga, Silvestro. - Pittore (Modigliana 1826 - Firenze 1895), allievo prima di E. Pollastrini, poi di L. Mussini e di A. Ciseri, rimase per parecchi anni fedele alla maniera accademica dei suoi maestri, ma da Mussini apprese soprattutto l'amore per i primitivi e per un disegno e un colore limpidi e puri. Notevoli, per tali qualità, alcuni ritratti del periodo giovanile. L'incontro con Ciseri è successivo alla sua partecipazione, come volontario, alla battaglia di Curtatone e Montanara.

Io comunque di pittura non capisco nulla, e mi fermo alla scialba considerazione che per me, è "bello" solo ciò che mi piace e mi dà emozione.
Una tela tagliata, una scatoletta di m.rda, avranno anche un grande messaggio da portare, ma sicuro non diretto a me.
Silvestro Lega non fu esattamente un ritrattista, aderì ai macchiaioli, corrente che seguì, ma con moderazione.
"Macchiaiolo" era al tempo usato in termini non esattamente lusinghieri: fu un giornalista che lo coniò in visita ad una esposizione fiorentina in senso spregiativo, relativamente ad un gruppo di pittori che cos'ì s'esprimevano.  
Fatto sta, che questi artisti, invece d'offendersi e rigettare la definizione, decisero invece d'adottarla a loro identificativo.





Grandissimo pittore. Alle prime mie uscite con moglie e amici pittori, mi colpì moltisimo.
Bravo Manerbio,  vedete che la "competenza dei competenti" non conta; che gran pittore hai scelto, fra i miei preferiti, e che dipinto, il Mazzini morente.

Mi avevano preparato a dovere prima che vedessi il quadro (Mostra a Roma); è una cosa sovrumana

Dandoti una bella primogenitura,
mi permetterò di aggiungere qualche quadro fra quelli che ho visto.

Mazzini morente

Tra i molteplici soggetti trattati dagli artisti macchiaioli, si coglie l’assenza di una ritrattistica di tipo celebrativo.

Unico personaggio politico di notevole rilevanza ad essere ritratto fu Giuseppe Mazzini, colto però purtroppo, a sua insaputa, sul letto di morte (Silvestro Lega, Mazzini Morente).

A ritrarlo fu Silvestro Lega, mazziniano convinto, che non appena ricevette la triste notizia si precipitò a Pisa. Il ritratto fu eseguito tra il 1872 e il 1873 ed esposto nelle sale dell’Accademia delle Arti del Disegno a Firenze.

Il soggetto ritratto è estremamente commovente, non abbiamo nulla di trionfalistico, ma ci troviamo semplicemente di fronte ad un uomo comune colto nell’istante dell’abbandono della vita.

Privo della consueta retorica che da sempre ha accompagnato, fin dal passato, i compianti funebri, Mazzini, avvolto nella sua vestaglia, sembra quasi assorto in un sonno profondissimo. Il dipinto si trova in completo accordo con quelli che furono i caratteri della rivoluzione macchiaiola, ovvero in netta lontananza dal clima ufficiale e celebrativo.

Lega, come altri artisti del gruppo dei macchiaioli, sostenne fortemente le volontà repubblicane di Mazzini, in contrasto con l’ideale unitario e monarchico di Cavour, anche se quest’ultimo alla fine sarà quello vittorioso.

Mazzini e Lega in questo modo si troveranno accomunati dall’essere entrambi dalla parte degli sconfitti.


I Macchiaioli, chi sono?

Il movimento pittorico dei Macchiaioli è attivo tra l’Ottocento e il Novecento.

Il termine venne coniato nel 1862 da un recensore della «Gazzetta del Popolo» che così definì quei pittori che intorno al 1855 avevano dato origine ad un rinnovamento anti-accademico della pittura italiana in senso verista.

Al Caffè Michelangelo a Firenze, attorno al critico Diego Martelli, un gruppo di pittori dà vita al movimento dei macchiaioli.

Questo movimento vorrebbe rinnovare la cultura pittorica nazionale. La poetica macchiaiola è verista opponendosi al Romanticismo, al Neoclassicismo e al Purismo accademico, e sostiene che l’immagine del vero è un contrasto di macchie di colore e di chiaroscuro, ottenuti tramite una tecnica chiamata dello specchio nero, utilizzando uno specchio annerito con il fumo permettendo di esaltare i contrasti chiaroscurali all’interno del dipinto. L’arte di questi pittori consisteva "nel rendere le impressioni che ricevevano dal vero col mezzo di macchie di colori di chiari e di scuri".


http://www.giovannifattori.com/contesto-storico-italiano/giuseppe-mazzini/[/b][/b]


Ultima modifica di francesco1017 il Sab 11 Ott 2014 - 14:50, modificato 1 volta
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nysedow
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MessaggioTitolo: Re: Pitture del nostro esercito   Ven 10 Ott 2014 - 12:26

francesco1017 ha scritto:



[b]Francesco scrive


Grazie a lei, è bello dare stimoli in ambiente ricettivo.



Corcos: circa tre anni fa sempre a Padova sono stato (portato....) con/da moglie a vedere una mostra, più piccola, di Corcos, con la signora "che legge" onorata dal manifesto della mostra. Fu una sorpresa bellissima.

Non perderemo questa antologica e andremo ad inizio dicembre.

Porteremo i suoi saluti alla signora Elena Vecchi,  "la signora che legge". Smile Smile
Mi raccomanda me la saluti 'caldamente'...

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MessaggioTitolo: Re: Pitture del nostro esercito   Ven 10 Ott 2014 - 12:26

Manerbio ha scritto:
P.S.
Francè tu morto mi vuoi.Very Happy
Io non ce la faccio. Ma come azzo fai? Tre giorni fa hai scritto una cosa sulla quale volevo rispondere.
La sto ancora scrivendo tra una cosa e l'altra!!!Mad
In più sto anche lossando Sad

I am a retiree, in più curioso; non ho capi, colleghi e collaboratori che rompono, ecco il mio segreto  Very Happy  Very Happy  Very Happy  Very Happy  Very Happy  Very Happy

E ho trovato un ambiente stimolante.... se penso al passato, in parte anche condiviso con te, come Saggi !!!!!   Sad  (io sono molto critico su quello che ho visto, cominciando dal vertice).

Sui loss, meglio tacere Sad Sad Sad Sad Sad Sad .
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MessaggioTitolo: Re: Pitture del nostro esercito   Ven 10 Ott 2014 - 12:32

francesco1017 ha scritto:


E ho trovato un ambiente stimolante.... se penso al passato, in parte anche condiviso con te, come Saggi !!!!!   Sad  (io sono molto critico su quello che ho visto, cominciando dal vertice).

Ne parli se vuoLe... Smile

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MessaggioTitolo: Re: Pitture del nostro esercito   Ven 10 Ott 2014 - 12:39

nysedow ha scritto:
francesco1017 ha scritto:


E ho trovato un ambiente stimolante.... se penso al passato, in parte anche condiviso con te, come Saggi !!!!!   Sad  (io sono molto critico su quello che ho visto, cominciando dal vertice).

Ne parli se vuoLe... Smile

ehhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh...caro nysedow.

E' un tema delicato perchè mi ha coinvolto direttamente, preferirei mandarle un commento personale. Non sarà breve.

Penso che i bravissimi amici mi comprenderanno. yes yes yes yes
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MessaggioTitolo: Re: Pitture del nostro esercito   Ven 10 Ott 2014 - 17:17

Silvestro Lega (1826 - 1895)


Nacque a Modigliana, in Toscana, da una famiglia di ricca estrazione, ma ormai in decadenza economica. Nonostante i suoi costanti problemi di carattere economico Lega restò sempre un aristocratico, rivoluzionario ma calibrato e spesso in solitudine.

Dopo un primo indirizzamento allo studio presso il seminario dei padri scolopi, molto giovane si recò a Firenze dove si iscrisse all’Accademia di Belle Arti. Esordì con soggetti sacri di un formalismo rigoroso e partecipò al Concorso Ricasoli, nel 1859, dove ottenne un premio di consolazione per un dipinto di soggetto risorgimentale (La battaglia di Varese).

Proprio lavorando ai soggetti risorgimentali sviluppò ricerche sul colore e la resa atmosferica che lo portarono più tardi ad aderire al gruppo dei Macchiaioli.

Fu un uomo di grandi ideali, molto spesso scelti da lui più con il cuore che con la ragione. Ateo, anti-papista e antifrancese, ammiratore di Mazzini.

Dal punto di vista artistico si affiancò molto presto ai principi del realismo macchiaiolo, ai quali però si convertì più tardi ma senza mancare di grande entusiasmo.

Avendo un difficile contesto familiare, il padre si risposò in seconde nozze con una donna del popolo dalla quale ebbe in tutto dodici figli, molti dei quali scomparsi prematuramente, e costanti problemi economici, l’arte e le amicizie divennero per lui un rifugio.

Gli anni più belli e sereni per l’artista furono quelli di poco successivi al suo ingresso nel gruppo dei Macchiaioli, detti della Pergentina, zona alla periferia di Firenze dove visse tra gli anni Sessanta e Settanta del secolo, e dove fu anche coinvolto da un amore silenzioso nei confronti di Virginia, figlia dell’amico Batelli, la cui morte, unita al mancato successo come pittore, lo gettarono nel più profondo sconforto.

Inoltre, una malattia agli occhi rischiò di pregiudicarne l’attività artistica, che pure egli continuò tenacemente. Con la sua adesione al gruppo dei Macchiaioli cambiarono i suoi soggetti, che si fecero più semplici, episodi di vita quotidiana, a cui però seppe sempre infondere un tono di solennità.

Nel 1876 tentò la sorte, con l’amico pittore Odoardo Borrani, aprendo una galleria d’arte in piazza Santa Trinita a Firenze, ma l’esperimento non portò al successo sperato e l’avventura si concluse dopo un solo anno.

Gli ultimi anni della sua vita furono per lui i più terribili, sentimentalmente solo e con costanti problemi economici, visse in miseria e purtroppo conobbe il successo di pubblico e il riconcimento della critica soltanto postumi.

Morirà solo, nell’ospedale di San Giovanni in Dio nel 1895, in seguito ad una gravissima malattia allo stomaco.

Dal punto di vista artistico diversi critici parlano, riferendosi a Lega, di “realismo spirituale” o di “irrealismo”, indicando così quell’aura sospesa che circonda gli ambienti, i luoghi e i personaggi dei suoi dipinti.

Quel che è certo è che per Lega la “macchia” (da questa...i macchiaioli), alla quale giunse solo in seguito, fu per lui solo un mezzo e non il fine delle sue opere. La luce che per gli artisti a lui contemporanei era spesso sinonimo di scoperta e rivelazione della realtà della natura, fu per lui tesa ad accogliere una verità più intima.

Nella sua carriera è possibile individuare alcuni momenti principali, una prima fase di adesione al Purismo, un successivo spostamento verso il gruppo dei Macchiaioli ed infine, legato sorattutto alla sua malattia agli occhi, un passaggio a toni più aspri e affannati, segnati da fortissimi contrasti di colore.

Nelle sue opere si fece interprete della contemporaneità storica, attraverso il realismo, della tranquilla medio borghesia, che viene da lui rappresentata soprattutto attraverso le figure femminili, di cui seppe cogliere ogni aspetto.

La madre (1863)

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Primo dolore (1863)

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La ragazza di Crespina (1870)

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Alla villa di Poggio Piano  (1889-1900)

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Tra i fiori del giardino
 (1862)

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MessaggioTitolo: Re: Pitture del nostro esercito   Ven 10 Ott 2014 - 23:30



Ultima modifica di francesco1017 il Sab 11 Ott 2014 - 11:14, modificato 2 volte
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MessaggioTitolo: Re: Pitture del nostro esercito   Ven 10 Ott 2014 - 23:33

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MessaggioTitolo: Re: Pitture del nostro esercito   Sab 11 Ott 2014 - 10:30

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Matisse -

La Chapelle du Saint-Marie du Rosaire


Un capolavoro poco conosciuto

La cappella del Rosario presso il convento delle suore domenicane di Vence, nel Sud della Francia, è un’opera «totale» di un grande maestro del xx secolo: Henri Matisse.

Così lui la definiva «la mia opera», e ad essa lavorò nell’ultimo decennio della sua vita.


Nel 1941 Matisse, convalescente a Nizza, suo luogo di elezione per la luce mediterranea, è curato da una giovane infermiera che, a guarigione avvenuta, decide di farsi suora. Ma tra i due è scattata un’intesa spirituale. Lei stessa, ammalata, tornerà a riposarsi in un convento domenicano a Vence dove si incontrerà nuovamente con Matisse. Il convento necessita di una cappella. L’ordine domenicano, nell’immediato dopoguerra, è all’avanguardia nel costruire chiese e nel commissionare vetrate e arredi liturgici affidandosi ai maggiori artisti contemporanei.

Matisse ha carta bianca, fa tutto
: un’architettura di luce semplice e razionale con vetrate che vestono di colore la cappella.

L’ambiente è decorato con grandi pannelli di mattonelle in ceramica bianca disegnate con un largo tratto di pennello nero.

Una stupenda Madonna con Bambino, una superba Via Crucis e un gran San Domenico. Tutto è luce, tutto è colore e spirito.

Siamo di fronte a un capolavoro assoluto dell’arte contemporanea e dell’arte sacra ad un tempo.

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Sullo sfondo San Domenico

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Ultima modifica di francesco1017 il Sab 11 Ott 2014 - 10:47, modificato 2 volte
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