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 Pitture del nostro esercito

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francesco1017
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MessaggioTitolo: Re: Pitture del nostro esercito   Sab 11 Ott 2014 - 8:42

Ancora  su Matisse e la cappella

Dimenticavo; si ritiene che insieme a Picasso sia stato il pittore che più ha lasciato il segno nell’arte del secolo scorso.

Una nota personale.

Non ci era mai capitato di provare una tale emozione e di sentire una cosi grande spiritualità  intorno a noi in un luogo di culto.

Un viaggio in Costa Azzurra, anche solo di passaggio, dovrebbe includere una tappa a Vence. Non ve ne pentirete.


Un breve approfondimento


................. una storia poco nota, riaffiorata grazie a un libro, che l’ha ricostruita attraverso lettere e testimonianze: la storia dei celebri dipinti che Matisse, ormai anziano e malato, dipinse per la cappella di Saint Paul de Vence, il suo ultimo capolavoro.

Ricoverato nel 1942 nell’ospedale di Nizza, Matisse si trova nella necessità di un’assistenza notturna, gli viene mandata la giovane Monique Bourgeois alla sua primissima esperienza infermieristica.

Di Monique, uno di quegli incontri che hanno cambiato la vita del pittore, sappiamo assai poco.

Doveva essere piuttosto dotata, a giudicare dal quaderno di disegni mostrati dopo molto tempo all’artista, che li trovò eccellenti, e doveva essere molto bella, dal momento che Matisse la ritrasse più volte, col permesso della madre.

Due anni dopo il loro primo incontro, l’infermiera entra nel convento domenicano di Vence. Per Matisse è un duro colpo: lo apprende al telefono e quasi interrompe la comunicazione, altri erano i suoi progetti per Monique, voleva farne una grande pittrice.

Fu in una delle successive visite a Matisse che Monique, ormai suor Jacques-Marie, mostrò all’artista un disegno di una Madonna con il Bambino, che quasi distrattamente aveva dipinto.

Matisse trovò che sarebbe stato perfetto per una vetrata. Fu così che nacque l’idea della cappella del Rosario di Vence.

Matisse era ormai vecchio e quasi paralizzato, così Giovanni Testori racconta quell’impresa: «Vetrate, pianete, pissidi: fece tutto lui. E pensare che in quegli anni era ormai immobile, e non poteva più usare nemmeno le mani. Allora disegnava su fogli colorati, rossi, azzurri, servendosi di un gran bastone, e poi, sempre con un bastone, li tagliava e li incollava. Verso la fine della vita, poi, smise anche il colore. Forse scoprì che il suo grande sogno era sempre stato la vetrata, ossia il colore, ma, insieme, qualcosa che oltrepassa il colore: la concentrazione della luce (…). Una concentrazione che diviene fulgore».

Suor Jacques-Marie e Lidia, da molti anni assistente di Matisse, furono costantemente al suo fianco nell’impresa, tanto che il vecchio maestro avrebbe voluto i loro nomi accanto al suo nella cerimonia della posa della prima pietra.

La cappella fu benedetta il 25 giugno 1951, due anni prima della scomparsa del pittore, che in quell’occasione scrisse al Vescovo di Nizza: «Eccellenza, Vi presento in tutta umiltà la cappella del Rosario dei Domenicani di Vence. Vi prego di scusarmi di non aver potuto presentarvi io stesso questo lavoro a causa dell’età e della mia salute. L’opera ha richiesto quattro anni di un lavoro esclusivo e assiduo, essa è il risultato di tutta la mia vita attiva. Io la considero nonostante tutte le sue imperfezioni come il mio capolavoro.

Che l’avvenire possa rendere ragione di questo giudizio mediante un interesse crescente, anche al di là del significato più alto di questo monumento. Conto, Eccellenza, sulla vostra vasta esperienza degli uomini e sulla vostra profonda saggezza nel giudicare uno sforzo che è il risultato di una vita consacrata alla ricerca della verità
».

Non pare poco per chi quarant’anni prima aveva affermato: «Io sogno un’arte equilibrata, pura, tranquilla, senza soggetto inquietante o preoccupante, che sia per ogni lavoratore intellettuale, per l’uomo d’affari come per l’artista di lettere, per esempio, un lenitivo, un calmante cerebrale, qualcosa di analogo a una buona poltrona che lo riposi delle sue fatiche fisiche», una dimora, insomma: Matisse la costruì per davvero.


Vergine con bambino

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Tondo vergine con bambino
(all'ingresso  della cappella)
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Via Crucis

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francesco1017
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MessaggioTitolo: Re: Pitture del nostro esercito   Sab 11 Ott 2014 - 13:14

.Silvestro Lega.. Altri dipinti

( (?) Ragazza con foulard rosso ) (18XX)

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Educazione al lavoro
(1863)

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Il canto di uno stornello (1867)
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La lezione (1880-81)

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Il pergolato o Un dopo pranzo (1866)

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Quadro di Fattori che ritrae Lega che dipinge di fronte al mare

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Gabbrigiana in piedi (1888)  Il gabbro paese vicino a Livorno
La Gabbrigiana in piedi fu dipinta nel 1888 a Gabbro - «un mondo complesso e articolato, dai caratteri specifici e autonomi, ricco di tradizioni proprie, vitale nei suoi costumi popolari e nei principi che alimentavano i rapporti sociali» - dove Lega era ospite dal 1886 della famiglia Bandini. Lo stile del Gabbro è improntato nel vigore espressivo delle figure di "contadine fiere e vigorose, nobilitate nella loro femminilità rustica [...] il grande ritratto che egli fa di una gabbrigiana in piedi, riprendendola nel suo regno, è un monumento in omaggio alla sua condizione di protagonista plebea così nettamente precisata nel suo piglio intemperante, da proporsi come anticipazione di un qualche personaggio di prima fila del Quarto Stato di Pellizza da Volpedo»
(Matteucci


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Ultima modifica di francesco1017 il Dom 12 Ott 2014 - 21:35, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: Pitture del nostro esercito   Dom 12 Ott 2014 - 20:36

I precursori . Ovvero, veniamo da lontano e andiamo lontano

Pitture rupestri Wink  Wink  Wink  Very Happy  Very Happy  Very Happy ,  risalenti a 40 mila anno fa,  scoperte in Indonesia

"The beginning of human intelligence as we understand it to day" (dal video)

Art history will have to be rewritten after cave drawings in Indonesia – including one of a “pig deer” (forse il più antico fra di tutti i suinidi attualmente esistenti) - were found to be 40,000 years old, older than European art previously thought to be the most ancient, providing the first evidence that our human ancestors were creating art in the region at that time.[/b][/i]



" />


Fonte: The Independent, Sunday 12 october, 2014
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MessaggioTitolo: Re: Pitture del nostro esercito   Lun 13 Ott 2014 - 7:13

francesco1017 ha scritto:
I precursori . Ovvero, veniamo da lontano e andiamo lontano

Pitture rupestri Wink  Wink  Wink  Very Happy  Very Happy  Very Happy ,  risalenti a 40 mila anno fa,  scoperte in Indonesia

"The beginning of human intelligence as we understand it to day" (dal video)

Art history will have to be rewritten after cave drawings in Indonesia – including one of a “pig deer” (forse il più antico fra di tutti i suinidi attualmente esistenti) - were found to be 40,000 years old, older than European art previously thought to be the most ancient, providing the first evidence that our human ancestors were creating art in the region at that time.[/b][/i]



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Fonte: The Independent, Sunday 12 october, 2014
[/i]
Le mie pitture rupestri che hanno 'stimolato' il mio apprendimento 'visivo'...che mi ha permesso di osservare in 'profondita'...

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MessaggioTitolo: Re: Pitture del nostro esercito   Lun 13 Ott 2014 - 7:17


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MessaggioTitolo: Re: Pitture del nostro esercito   Lun 13 Ott 2014 - 7:19


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MessaggioTitolo: Re: Pitture del nostro esercito   Lun 13 Ott 2014 - 7:22

Pitture Rupestri

Citazione :
Si definiscono pitture rupestri quelle pitture realizzate in una grotta o in muri di pietra o in soffitti, risalenti alla preistoria. Analoghe raffigurazioni sono state ottenute con l'incisione.

Quando furono rinvenuti per la prima volta questi graffiti, alla metà del XIX secolo, essi vennero considerati primitivi, ma una recente rivalutazione e nuove scoperte ci hanno permesso di comprendere l'importanza dei lavori dell'Età della Pietra, che non sono solamente di alto livello artistico (essendo già presenti accenni di prospettiva, ombreggiatura, rilievo), ma costituiscono anche degli importanti indizi per una migliore conoscenza della cultura e delle credenze di quell'epoca.

La datazione di queste pitture rimane spesso incerta e non di rado dà luogo a polemiche, in quanto i metodi utilizzati, come quello al radio carbonio, possono essere facilmente "ingannati" da campioni contaminati da materiale più antico o più recente, e ciò avviene con molta facilità all'interno delle caverne.

I soggetti più comuni nelle pitture rupestri sono i grandi animali selvaggi, come il bisonte, il cavallo, il cervo e l'orso; sono spesso presenti anche impronte umane. L'antropologo Leroi-Gourhan ha riconosciuto delle regolarità nelle rappresentazioni di bovini ed equini e nelle associazioni di questi rispettivamente al sesso femminile e al sesso maschile.

I più conosciuti reperti si trovano nelle località di:

Lascaux in Francia
La Marche, nell'area di Lussac-les-Chateaux, (Francia)
Grotta Chauvet, presso Pont d'Arc (Francia)
Grotta di Altamira in Spagna
Ukhahlamba-Drakensberg, Sudafrica (ora datati a circa 3.000 anni fa, i dipinti della popolazione San - che vi si stabilì attorno a 8.000 anni fa - rappresentano animali e uomini, e si ritiene che abbiano un valore religioso.)
Sono stati individuati significativi reperti anche in Australia.

Nel corso del 2003 sono stati scoperti altri reperti a Creswell Crags, nel Nottinghamshire in Inghilterra.


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MessaggioTitolo: Re: Pitture del nostro esercito   Mer 15 Ott 2014 - 12:48

Separati alla nascita?



url=http://servimg.com/image_preview.php?i=14&u=18951489][/url]

url=http://servimg.com/image_preview.php?i=15&u=18951489][/ur

Ooops, vedo ora che nell'incollare gli allegati mi son mangiato una parte del post.

Nella figura Piccola il dipinto di Caravaggio, nella grande "Ritratto di Tommaso Minardi 1827", eseguito da Antonio Gualdi, pittore non conosciutissimo di Nembro (BG) distante da(l) Caravaggio soli 30 km e...un 200 anni circa.
N'avrà avuta influenza?
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MessaggioTitolo: Re: Pitture del nostro esercito   Ven 17 Ott 2014 - 7:52

Miles Davis ...............pittore shocked

I quadri di Miles Davis

Il leggendario trombettista jazz dipingeva anche, e i quadri a volte finivano nelle copertine dei suoi dischi

Miles Davis è stato uno dei più influenti ed innovativi musicisti del Ventesimo secolo: compositore e trombettista leggendario, per quasi trent’anni è stato un grandissimo personaggio del jazz, ideandone numerosi stili. Oltre a questo, nel corso della sua incredibile carriera Davis si è dedicato anche alla pittura, realizzando molti dipinti e disegni, alcuni dei quali finiti sulle copertine dei suoi dischi (per esempio un suo autoritratto sulla copertina di Amandla, del 1989).

Davis iniziò a dipingere negli anni Cinquanta come svago; poi, quando negli anni Settanta smise temporaneamente di suonare, iniziò a farlo in maniera più costante, scegliendo alla fine della sua carriera proprio la pittura come principale canale espressivo.

“L’arte è come una terapia per me”, aveva scritto nella sua autobiografia, “e tiene la mia mente occupata con qualcosa di positivo quando non suono”
. Secondo la stilista Tara McGinley lo stile di Miles Davis può essere definito “una miscela tagliente, audace e maschile di Kandinsky, Jean-Michel Basquiat, Picasso e arte tribale africana. I suoi lavori sono raccolti nel libro Miles Davis, The Collected Artbook.

Miles Davis è morto nel 1991 in California.

fonte: http://www.ilpost.it/2014/10/16/miles-davis-quadri/

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MessaggioTitolo: Re: Pitture del nostro esercito   Ven 17 Ott 2014 - 11:00

francesco1017 ha scritto:
Miles Davis ...............pittore shocked

I quadri di Miles Davis

Il leggendario trombettista jazz dipingeva anche, e i quadri a volte finivano nelle copertine dei suoi dischi

Miles Davis è stato uno dei più influenti ed innovativi musicisti del Ventesimo secolo: compositore e trombettista leggendario, per quasi trent’anni è stato un grandissimo personaggio del jazz, ideandone numerosi stili. Oltre a questo, nel corso della sua incredibile carriera Davis si è dedicato anche alla pittura, realizzando molti dipinti e disegni, alcuni dei quali finiti sulle copertine dei suoi dischi (per esempio un suo autoritratto sulla copertina di Amandla, del 1989).

Davis iniziò a dipingere negli anni Cinquanta come svago; poi, quando negli anni Settanta smise temporaneamente di suonare, iniziò a farlo in maniera più costante, scegliendo alla fine della sua carriera proprio la pittura come principale canale espressivo.

“L’arte è come una terapia per me”, aveva scritto nella sua autobiografia, “e tiene la mia mente occupata con qualcosa di positivo quando non suono”
. Secondo la stilista Tara McGinley lo stile di Miles Davis può essere definito “una miscela tagliente, audace e maschile di Kandinsky, Jean-Michel Basquiat, Picasso e arte tribale africana. I suoi lavori sono raccolti nel libro Miles Davis, The Collected Artbook.

Miles Davis è morto nel 1991 in California.

fonte: http://www.ilpost.it/2014/10/16/miles-davis-quadri/

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