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 Petrolio, news e dati.

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nysedow
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MessaggioTitolo: Re: Petrolio, news e dati.   Lun 28 Dic 2015 - 15:39

muri. ha scritto:
sebbene il prezzo del petrolio
sia più basso del valore
registrato nel dicembre
del 2008 (41 dollari al
barile), al distributore, invece,
il pieno di benzina costa agli
automobilisti italiani il 30% in più".
Se, infatti, 7 anni fa un litro di benzina
costava mediamente 1,115
euro al litro, in questi giorni il
prezzo alla pompa tocca 1,451
euro al litro (+ 0,337 euro). A darne
notizia è l'Ufficio studi della Cgia
che ha individuato anche le ragioni
di questo incremento.
"Ancora una volta- sottolinea il coordinatore
dell'Ufficio studi dell’organizzazione
veneta, Paolo Zabeo-
a spingere all'insù il prezzo
del carburante è stata, in particolar
modo, la componente fiscale. Se
verso la fine del 2008 il peso dell'Iva
e delle accise su un litro di
benzina sfiorava i 75 centesimi,
attualmente è pari a 0,99 euro al
litro. In termini percentuali l'aumento
della tassazione è stato del
32%".
Tuttavia l'incremento non ha interessato
solo ''Iva (passata dal 20
al 22%) e le accise, ma anche il
prezzo industriale. Se verso la fine
del 2008 quest'ultima voce era pari
a 0,365 euro al litro, in questi giorni
il prezzo è salito a 0,461 euro (+
26,4%). Dai confronti con gli altri
paesi europei "emerge puntualmente
come sui carburanti paghiamo
troppe tasse", lamenta
quindi la Cgia. "Se su un litro di
benzina acquistato in Italia il nostro
prezzo industriale è pari a 0,461
euro, solo il 3% in più rispetto alla
media dei paesi dell'Area euro,
l'Iva e le accise, invece, ci costano
0,99 euro al litro, ben 14,2 punti
percentuali sopra la media"
"Tra i paesi che utilizzano la moneta
unica- conclude Paolo Zabeo, il
coordinatore dell'Ufficio studi Cgiasolo
i Paesi Bassi, con il 70,3%,
hanno un'incidenza percentuale
della tassazione sul prezzo alla
pompa superiore alla nostra che
ha raggiunto il 68,2%. Rispetto ai
paesi che confinano con noi, invece,
paghiamo la benzina il 14,4%
più dei francesi, il 18,9% più degli
sloveni e addirittura il 30,7% più
degli austriaci".
La Cgia, infine, chiede al Governo
di "intervenire e di eliminare tutta
una serie di balzelli che gravano
sul costo del carburante che non
hanno più ragione di esistere". Un
taglio della componente fiscale,
segnala il segretario della Cgia
Renato Mason, "oltre agli automobilisti
avvantaggerebbe anche i
piccoli trasportatori, gli autonoleggiatori,
i taxisti, i padroncini e
gli agenti di commercio che per
l'esercizio della propria attività il
carburante costituisce una delle
principali voci di costo".
Dubito che accadrà... censored

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MessaggioTitolo: Re: Petrolio, news e dati.   Lun 28 Dic 2015 - 16:48

https://www.forexinfo.it/Forex-dollaro-rublo-verso-i


Continua a crollare il valore del rublo russo e il cambio dollaro-rublo (USD/RUB) raggiunge di nuovo i massimi storici: ancora una volta, per acquistare un dollaro statunitense a Mosca occorrono più di 71 rubli e la tendenza sembra non voler mutare.+

La nuova ondata ribassista che, nelle ultime ore, ha avuto impatto sul prezzo del petrolio è certamente un fattore che pesa notevolmente sull’economia russa, ma non è l’unico motivo che porta il rublo a perdere peso nel mercato delle valute.
Russia: dati macroeconomici negativi, PIL in picchiata
I dati macroeconomici pubblicati negli ultimi giorni riguardanti l’economia della Russia sono stati tutt’altro che entusiasmanti: la disoccupazione è salita dal 5,5% al 5,8% a novembre e nello stesso mese è sceso anche l’indice dei prezzi alla produzione (PPI) dello 0,7%. Il prodotto interno lordo è l’indicatore che ha fatto registrare il dato peggiore: infatti, le aspettative negative per un -3,6% sono state addirittura superate in difetto e il PIL russo nell’ultimo mese è sceso del 4%.
Rimbalzo del petrolio già esaurito?
Il greggio è una risorsa che, come noto, funge da traino importante per l’economia della Russia e le entrate che ne derivano sono una delle principali componenti per il gigante eurasiatico. Al momento il prezzo del petrolio, dopo aver rimbalzato dal minimo di 34,30 $ al barile, ha fermato la sua corsa sotto al livello dei 38 $ e sembra voler riprendere la strada al ribasso. Questa tendenza sicuramente non favorisce la valuta moscovita, che è strettamente correlata al greggio e oggi sta perdendo più del 2% del suo valore nei confronti del dollaro USA.


la guerra del petrolio continua pure a natale----i soldi creano sempre scompiglio


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Cio' che è stato sarà...e murì mai più cambierà
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MessaggioTitolo: Re: Petrolio, news e dati.   Lun 28 Dic 2015 - 20:15

Il netto calo dei prezzi del petrolio ha spinto a ribasso Wall Street e le maggiori Borse europee. I prezzi del greggio si stanno riavvicinando pericolosamente al minimo di 11 anni toccato qualche giorno fa.

Tuttavia, si segnala la presenza di bassi volumi in vista dell’arrivo della festività per il nuovo anno. Sulla Borsa Italiana si registra il forte rialzo del titolo di Zucchi mentre su Pininfarina continua l’altalena dei prezzi che va ormai avanti da qualche seduta.
Borse europee e Wall Street in rosso. Petrolio vicino al minimo di 11 anni
In mancanza di spunti direzionali, il driver della seduta odierna delle Borse europee è rappresentato dal petrolio. I prezzi del greggio oggi sono tornati vicino al minimo di 11 anni toccato qualche giorno fa.
Al momento il Brent segna un ribasso del -3% mentre il WTI è in perdita del -3,25%. Le quotazioni del petrolio scendono nuovamente sotto area 37$ ed al momento i prezzi scambiano stabilmente vicino quota 36,8$ a barile, sia per il Brent che per il WTI.
forse è meglio aspettare allora per investire sul petrolio...puo darsi che arrivi a 30 dollari e si stabilizzi,,e poi riparta verso nuovi record,,,,nel frattempo il petrolio ha creato loss enormi per molta gente   suicida suicida suicida
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MessaggioTitolo: Re: Petrolio, news e dati.   Mar 29 Dic 2015 - 22:05

Situazione assolutamente inedita per l’Arabia Saudita, il più grande produttore di greggio al mondo subisce la caduta del prezzo del petrolio e sta per avviare un duro piano di austerity. Ecco cosa sta cambiando



Shock per l’Arabia Saudita, il principale produttore ed esportatore di petrolio al mondo viene messo letteralmente in ginocchio dalla caduta senza fine del prezzo del greggio ed è costretto all’adozione di misure di austerity che sembravano impensabili nel più grande Paese arabo.

Con il petrolio precipitato al di sotto dei 37$ al barile, per l’Arabia Saudita si prospettano tempi davvero bui e l’enorme deficit che si è venuto a creare costringe le autorità saudite a correre ai ripari tramite riforme severe che ricordano da vicino l’austerity greca.

Crollo del petrolio, tutti i perché in sintesi
Nel corso del 2015 il prezzo del petrolio è sceso di circa il 40% e dal 2015 il crollo è stato addirittura superiore al 65%. Oramai da tempo l’offerta di greggio supera la domanda, le scorte di quello che una volta era chiamato “oro nero” ora sono straripanti e le giacenze diventano via via più costose. Negli Stati Uniti, il miglioramento delle tecniche estrattive dello shale oil permette di contenere i costi di produzione e i Paesi dell’OPEC, pur di non perdere quote di mercato, stanno decidendo di non tagliare la loro produzione e mantengono così i prezzi in basso. Come se non bastasse, l’alleggerimento delle sanzioni all’Iran fa confluire nel mercato anche il petrolio iraniano e la quotazione del greggio scende giorno dopo giorno.
Il grande deficit dell’Arabia Saudita
Per l’Arabia Saudita viene così colpita la principale fonte di introiti e, a fronte di una spesa pubblica pari a 260 miliardi di dollari, le entrate del Paese rimangono ferme a 162 miliardi. Per il 2015 significa un disavanzo di 98 miliardi di dollari, ben 367 miliardi di riyal. Una situazione non più sostenibile e ora, il primo governo del nuovo re Salman bin Abdulaziz Al Saud dovrà correre ai ripari mediante una serie di riforme e di tagli alla spesa, per far fronte alla nuova era del petrolio a 35 dollari al barile. Una situazione assolutamente nuova per un Paese abituato a un enorme surplus commerciale.

Programma di austerity al via, così l’Arabia Saudita corre ai ripari
La principale riforma sarà il taglio ai sussidi energetici, che provocherà un rialzo dei prezzi della benzina del 33% (da 16 a 24 centesimi di dollaro per litro), bollette elettriche più salate per i cittadini più ricchi e rincari sui prezzi dell’acqua. Secondo il Ministro dell’Economia Adel Fakeih, le riforme non comprometteranno la situazione della popolazione meno abbiente:
“Vogliamo indirizzare i sussidi a chi davvero li merita”.
Sono inoltre in esame proposte per aumentare le imposte su bevande alcoliche e tabacco e per introdurre l’IVA, allo stesso tempo non è escluso che avranno luogo importanti privatizzazioni in settori chiave dell’economia. Dal 2016 anche l’Arabia Saudita dovrà quindi fare i conti con i problemi di bilancio, uno scenario completamente mutato e inimmaginabile fino a pochi anni fa.

aiuto,,mi calano la paghetta,,,,posso fare di più censored sto calmo Rolling Eyes
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MessaggioTitolo: Re: Petrolio, news e dati.   Mer 30 Dic 2015 - 16:01

http://finanza-mercati.ilsole24ore.com/quotazione-petrolio-brent-wti/prezzo.php?refresh_ce=1

piovono vendite ancora sul petrolio,,,,,,ci sarà un anno di transizione,,vedremo,stiamo sotto l ombrello ora
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MessaggioTitolo: Re: Petrolio, news e dati.   Lun 4 Gen 2016 - 15:20

Tensioni tra Iran e Arabia Saudita spingono in rialzo i prezzi del petrolio sulle paure di uno stop alla produzione. Ecco cosa sta succedendo.

Le tensioni crescenti tra due dei più importanti produttori di petrolio - Arabia Saudita e Iran - stanno spingendo i prezzi del petrolio in forte rialzo nel primo giorno di trading del 2016 sulla prospettiva di uno stop della produzione dell’oro nero.
Il prezzo del petrolio statunitense WTI è aumentato dell’1,9 per cento a 37,76 dollari al barile durante le prime ore di sessione in Asia, in rialzo del 3,4 per cento dall’ultimo giorno di scambi nel 2015, mentre il prezzo del Brent è aumentato del 2,3 per cento a 38,12 dollari al barile.
Petrolio: prezzo in rialzo, conflitto Iran-Arabia Saudita
La spinta al rialzo sul prezzo del petrolio è stata generata dal taglio dei rapporti con l’Iran da parte dell’Arabia Saudita, dopo l’ambasciata saudita a Teheran è stata attaccata dagli iraniani per protestare contro l’esecuzione da parte di alcuni sauditi del religioso sciita Nimr al-Nimr
Perché il prezzo del petrolio sale?
Le tensioni tra Iran e Arabia Saudita, due Paesi produttori dell’OPEC, stanno mettendo nei guai gli investitori perché la maggior parte della produzione di petrolio saudita proviene dalla sua provincia orientale, che è controllata dagli sciiti.
Petrolio: cresce la tensione tra Iran e Arabia, ma il premio al rischio è basso
I prezzi del petrolio sono stati sotto pressione nel 2015, segnando oltre il 40 per cento di perdita a causa di un eccesso di produzione a livello mondiale.
Ma nonostante gli aumenti del prezzo del petrolio di lunedì, il premio al rischio sulle tensioni di questi giorni in Medio Oriente è «incredibilmente basso», come commenta Juerg Kiener, amministratore delegato e Chief Investment Officer alla Swiss Asia Capital a Singapore.
«Non ho mai visto una escalation e delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente come quelle che vediamo oggi e il prezzo del petrolio si sta muovendo molto lentamente dai minimi»

ha detto Kiener alla CNBC.
A circa 38 dollari al barile, i prezzi del petrolio sono ancora ai minimi pluriennali, dopo che l’OPEC ha rifiutato di abbassare il tetto massimo di produzione a 30 milioni di barili al giorno nella riunione di dicembre.
Leggi anche: Previsioni sul prezzo del petrolio nel 2016

Prezzo del petrolio: forti paure per la produzione di Arabia e Iran
Nonostante le previsioni parlino di una produzione di petrolio ancor più alta nel 2016, con l’Iran pronto a riprendere le esportazioni grazie alla revoca delle sanzioni degli Stati Uniti, il rischio generato dalle tensioni tra Iran e Arabia Saudita è un problema a lungo termine.
Gli ultimi avvenimenti geopolitici e il loro potenziale impatto sulla produzione del petrolio stanno dominando l’azione dei prezzi dell’oro nero.
L’Arabia Saudita produce circa 10 milioni di barili di petrolio al giorno, mentre la produzione dell’Iran è di circa 3 milioni di barili al giorno; una qualsiasi modifica alla produzione o al trasporto di petrolio potrebbe avere un impatto significativo sul mercato.
Petrolio: produzione mondiale in via di ribasso?
Una possibile interruzione della produzione in Arabia Saudita e in Iran potrebbe essere accompagnata da un rallentamento del pompaggio da parte di altri produttori. Mentre gli Stati Uniti hanno iniziato ad esportare greggio per la prima volta in 40 anni, la produzione è probabile che diminuisca a causa di una riduzione significativa degli investimenti causata dal basso prezzo del petrolio.
Anche un altro Paese non appartenente all’OPEC, la Russia, vedrà una crescita limitata della produzione su base annua a causa dei tagli aglio investimenti, ed è molto probabile che i massimi di produzione dei Paesi non-OPEC siano ormai alle nostre spalle.
Il consumo di petrolio, nel frattempo, è previsto essere in crescita anche nel 2016, dopo che le economie mondiali più grandi hanno segnato un aumento della domanda di circa il 2 per cento nel 2015.
La forza della domanda combinata ai tagli di produzione in vista rischia di spingere i mercati del petrolio a riequilibrarsi nella seconda metà dell’anno, soprattutto se la produzione degli Stati Uniti continuerà ad essere lenta.
Ma potrebbero giungere altre complicazioni e forte volatilità dall’Arabia Saudita, che potrebbe aumentare la produzione per contrastare la ricaduta del conflitto con l’Iran, il che significa che il prezzo del petrolio a 20 dollari al barile resta «una possibilità reale», in particolare fin quando i Paesi non-OPEC continueranno a lasciare invariata la produzione.
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MessaggioTitolo: Re: Petrolio, news e dati.   Gio 7 Gen 2016 - 9:46


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