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 Le notizie di jara

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jaramillo
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MessaggioTitolo: Re: Le notizie di jara   Dom 31 Gen 2010 - 18:44

Onorevole di camorra

di Gianluca di Feo e Emiliano Fittipaldi

Nicola
Cosentino ha condizionato tutta la gestione dei rifiuti in Campania.
Nelle accuse dei pentiti l'alleanza tra la malavita e i leader del
centrodestra












Altro che questione morale: in Campania la politica è diventata una
questione criminale. L'atto d'accusa della magistratura travolge
gli uomini che decidono il destino del Pdl e arbitrano gli
interventi del governo nella regione: Nicola Cosentino e Mario
Landolfi. Nell'ordinanza c'è anche un riferimento ad altri due
parlamentari del centrodestra, Gennaro Coronella e Italo Bocchino,
i cui nomi vennero fatti dal capoclan Bidognetti come parte del
"nostro tessuto camorristico". Ma anche se non viene citato nel
provvedimento, molti degli stessi pentiti chiamano pesantemente in
causa Luigi Cesaro. Cosentino: il sottosegretario di Casal di
Principe fino alla scorsa settimana candidato in pectore per la
poltrona di governatore. Landolfi: l'ex ministro di An che continua
a dominare la struttura locale del partito. Cesaro: il
neopresidente della Provincia di Napoli che ha saputo conquistare
l'amicizia di Silvio Berlusconi.

I giudici li accusano per il loro passato, ma il meccanismo
ricostruito dalle indagini condiziona il presente, a partire
proprio dalla gestione della torta più ricca: gli appalti per i
rifiuti, l'oro sporco della Campania. Il distretto della munnezza,
cuore del programma varato dal premier e affidato a Guido
Bertolaso, è sorto lì dove si concentravano gli interessi dei boss
casalesi e dei loro sponsor politici. E sin dalla prima emergenza
del 2000, sin dalla nascita del Commissariato di governo -
sottolineano i magistrati - Cosentino e i suoi referenti
camorristici sono riusciti a imporre le loro scelte. Le parole del
giudice contro il sottosegretario sono impressionanti: nel chiedere
alle Camere l'arresto per concorso esterno in associazione mafiosa
scrive che "contribuiva con continuità e stabilità, sin dagli anni
'90, a rafforzare vertici e attività del gruppo camorrista che
faceva capo alle famiglie Bidognetti e Schiavone, dal quale
sodalizio riceveva puntuale sostegno elettorale". Il suo ruolo
nella questione rifiuti è di primo piano: "creando e co-gestendo
monopoli d'impresa in attività controllate dalle famiglie mafiose,
quali l'Eco4 spa, e nella quale Cosentino esercitava il reale
potere direttivo e di gestione, consentendo lo stabile reimpiego
dei proventi illeciti, sfruttando dette attività di impresa per
scopi elettorali". Come sintetizza Gaetano Vassallo, l'inventore
del traffico camorrista di scorie: "Cosentino spiegò che l'Eco4 era
una sua creatura, dicendo testualmente che quella società
"song'io"".








I magistrati mettono a nudo un triangolo perverso: un patto tra
camorristi, imprenditori e pubblici funzionari. Un sistema antico
che - secondo le accuse - sarebbe stato perfezionato proprio da
Cosentino e Landolfi all'inizio del millennio. Ma a comandare sono
soprattutto i padrini, che impongono la loro volontà utilizzando
ogni strumento: la corruzione, la violenza, il controllo dei voti.
Quando non bastano nemmeno ricatti, mazzette e minacce allora anche
i rifiuti si trasformano in arma: si sobilla la protesta popolare o
si scatena la burocrazia per bloccare camion e discariche. Nel
2001, prima che il rinascimento napoletano tramontasse, Antonio
Bassolino diventato commissario di governo vara il primo piano
globale per portare la Campania fuori dall'emergenza. Ma i casalesi
si scatenano. Secondo Giuseppe Valente, manager chiave di questa
fase, Cosentino disse "che "tutto quel che si faceva doveva passare
attraverso di lui"". Il cuore dello scontro era l'ipotesi di
affidare alle aziende settentrionali la costruzione di un
termovalorizzatore a Santa Maria La Fossa, nel feudo dei clan più
feroci e del futuro sottosegretario: "Cosentino con il senatore
Gennaro Coronella (anche lui di Casal di Principe, ndr) incisero
sul sindaco di Santa Maria La Fossa, il quale fece delle
manifestazioni contro il termovalorizzatore". In quei giorni Sergio
Orsi, dirigente della Eco4, viene intercettato mentre spiega:
"Cosentino ha riunito tutti i consiglieri regionali, tutti quanti
questi nel dire che si deve bloccare Santa Maria La Fossa, perché
si sente pigliato in giro".Il problema è semplice: la gestione totalmente centralizzata
di raccolta, discariche e termovalorizzatori affidata alla
"settentrionale" Fibe toglie all'imprenditoria camorristica la
possibilità di sbranare la fetta più ghiotta della torta. La vera
mangiatoia invece sono le società miste, dove è più facile
arricchirsi con il denaro pubblico ed evitare i controlli. Allora
Cosentino e Landolfi - sostengono i magistrati - escogitano il
"superconsorzio Impregeco". Forti della protezione del numero due
del Commissariato, Giulio Facchi, creano un polo aziendale che
rende dura la vita ai "nordici" finché non ottiene di sedersi alla
tavola. A parlarne è sempre Valente, nominato presidente del
superconsorzio: "Impregeco faceva capo a due referenti politici:
Landolfi, espressione di An, e Cosentino, espressione di Fi. Ho
assistito a telefonate tra i due, trovandomi con Cosentino o con
Landolfi, durante le quali parlavano di nomine nel consorzio o
nell'Eco4". Impregeco nel 2001 mette le mani su tutte le discariche
e degli impianti di tritovagliatura. E una convenzione tra il
superconsorzio e il commissario di governo Bassolino affida il
futuro alla holding criminale.

Perché Bassolino accetta di stravolgere il suo piano, aprendo le
porte al superconsorzio voluto dai casalesi? Nello scorso febbraio
i pm lo hanno chiesto al governatore, che non è riuscito a dare
spiegazioni: "Avevo troppi impegni, non seguivo tutti gli aspetti
tecnici. Di quello si è occupato Facchi". L'atto d'accusa sostiene
che Cosentino nel 2001 aveva un progetto alternativo alla
"centralizzazione" della munnezza: affidare il potere alle
Province, enti di cui ogni partito propone lo scioglimento in
campagna elettorale salvo poi gettarsi sulla spartizione delle
poltrone. Ed è proprio la linea recepita dal governo Berlusconi un
anno fa, annunciando la rivoluzione che avrebbe dovuto restituire
la normalità alla Campania: le province dal primo gennaio 2010
diventeranno le protagoniste del business più lercio e più ricco. E
l'unico nuovo termovalorizzatore sorgerà a Santa Maria La Fossa,
senza proteste nè sindaci sulle barricate.

Certo, i referenti tecnici del piano Bertolaso sono diversi da
quelli del vecchio Commissariato: uomini nuovi, non coinvolti in
inchieste di camorra. Ma anche il peso politico di Cosentino è
cambiato: da semplice parlamentare di periferia a potente
sottosegretario all'Economia. Nella scorsa primavera, durante i
frequenti vertici partenopei del premier in prefettura per
supervisionare la guerra contro la spazzatura, il deputato di Casal
di Principe è stato visto spesso fare anticamera. In un caso è
stato fotografato con le gemelle De Vivo, passate dall'"Isola dei
Famosi" a una possibile candidatura europea con il Pdl.

Poi dopo le polemiche per la festa di compleanno di Noemi Letizia,
proprio alla vigilia di una delle numerose riunioni presidenziali
in prefettura, le visite napoletane di Berlusconi si sono fatte
molto più rare come il numero di veline approdate nelle liste del
centrodestra. Ma il potere di Cosentino non ne ha risentito. Quello
che si è tenuto più lontano dalla ribalta nazionale è Luigi Cesaro,
che fino ad allora era riuscito a cementare una solida
frequentazione con il Cavaliere tra lunghe cene a base di bufale,
polpette e canzoni di Apicella. Un'amicizia consolidata dalla
scelta di usare l'hotel della famiglia Cesaro - l'Olimpia di
Sant'Antimo - per le trasferte napoletane del Milan. E le foto
della struttura alberghiera fanno capire come tutto in Campania sia
intrecciato con l'affare dei rifiuti: il terreno che confina con il
campo dove si sono allenati i rossoneri è un deposito di
immondizia, alto più di due metri, provvisoriamente ricoperto con
un velo d'erba artificiale in attesa di trovare un modo per
smaltirlo. Vassallo e altri dei pentiti che accusano il
sottosegretario - come ha rivelato "L'espresso" un anno fa - hanno
descritto anche i rapporti tra i clan casalesi e Cesaro.

Ma il parlamentare era già finito in passato in un processo per
fatti pesanti di camorra, risalenti ai tempi di Raffaele Cutolo:
condannato in primo grado, assolto definitivamente in appello. A
sorpresa Cesaro nello scorso aprile si è candidato e ha vinto nelle
elezioni provinciali di Napoli: mantenendo la carica e l'immunità
di deputato, si è piazzato in pole position per la futura gestione
della quota più importante del business. Quella che gli verrà
affidata in virtù del disegno strategico elaborato da
Cosentino.
Ma già ora "Giggino 'a Purpetta" siede su una montagna di
quattrini: 500 milioni di fondi da spendere. E sogna piani
faraonici, come quello di annettere alla sua provincia i comuni
casertani di Castelvolturno e Mondragone. Mondragone è il feudo di
Mario Landolfi, approdato al governo nel 2005 come uomo nuovo di An
con l'incarico strategico di ministro delle Comunicazioni e poi
bersagliato da un paio di inchieste giudiziarie che riguardano -
come al solito - camorra e rifiuti. È sotto processo per
corruzione, ma il dibattimento è stato sospeso: la Consulta si
dovrà pronunciare sulla legittimità delle intercettazioni dei suoi
colloqui. Le grane giudiziarie non hanno minato l'alleanza con
Cosentino.

Un asse tutto campano, perché nell'attività di governo il
sottosegretario casalese non ha certo brillato. La delega al
Tesoro, in teoria, lo ha trasformato nel gestore supremo della
spesa pubblica, ma in pratica Giulio Tremonti lo ha sempre tenuto a
briglia strette. Più importante la partita per la Regione, dove il
centrodestra marcia trionfante verso l'ufficio di Bassolino. Finora
Cosentino non sembrava avere rivali, ma la richiesta d'arresto gli
blocca questa strada. Il provvedimento si basa sulle dichiarazioni
di 9 pentiti, incluse figure di primo piano come la moglie del
padrino Bidognetti e il cugino di Francesco Sandokan Schiavone, che
hanno parlato di lui dal 1996 a oggi.

Fa una certa impressione leggere le accuse messe a verbale da
Michele Orsi, crivellato dai killer il primo maggio 2008, pochi
giorni dopo la nomina di Cosentino a sottosegretario. Il commando
era guidato da Giuseppe Setola, il più feroce capo militare
casalese. Uno dei sicari che lo accompagnava nelle esecuzioni ha
raccontato: "Setola vedendo alla televisione il politico Cosentino
disse che era un "amico di Cicciotto", facendo riferimento a
Francesco Bidognetti. Diceva che, testualmente, era una persona
"acconcia", ossia "a posto". Chissà cosa avrà pensato il boss
assassino nel leggere il commento di Cosentino al suo arresto: "È
un successo che contribuisce a rafforzare il senso dello Stato e
delle istituzioni ". Ma a Casal di Principe lo Stato non è ancora
arrivato.

Ha collaborato Claudio Pappaianni
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jaramillo
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MessaggioTitolo: Re: Le notizie di jara   Dom 31 Gen 2010 - 18:52

I furbetti dell'aumentino





Alla
faccia della crisi. Con un cavillo nella Finanziaria regionale, i
consiglieri del Friuli Venezia Giulia si sono concessi un regalino. Si
sono aumentati i rimborsi per le spese di auto e vitto, con un
incremento che va da 175 a 580 euro in più al mese. In pratica, un
omaggio anche di 8700 euro l'anno per migliorare il loro tenore di
vita. Si stima che alla fine per i 59 consiglieri regionali l'esborso
supplettivo sarà sicuramente superiore ai 120 mila di euro, forse
vicino ai 200 mila. E - nonostante non siano in cima alle classifiche
della casta local - i parlamentari del Fvg hanno già stipendi
significativi: in busta paga finiscono circa 8000 euro netti di
stipendio, più altre indennità variabili. Per il rimborso auto finora
c'erano contributi variabili a seconda della distanza dalla sede del
Consiglio: 443 euro mensili per i triestini, 2704 per chi viene da
Pordenone. Ma nel 2010 dovranno lavorare anche di venerdì, ed ecco
l'aumentino per compensare il giorno in più di riunione.Di
fronte alle critiche, maggioranza di centrodestra e Pd hanno fatto
quadrato e hanno difeso la decisione di potenziare il benefit. Solo il
governatore Renzo Tondo si è dissociato chiedendo un taglio dei costi
della politica. E si è beccato bordate feroci dai suoi alleati leghisti
guidati da Federico Razzini: "Il governatore dia il buon esempio e
passi ai fatti, visto che dispone di auto blu con due autisti, stuoli i
personale e portaborse, ricchi fondi spese di rappresenza". Insomma,
chi è senza peccato scenda dall'auto blu.
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MessaggioTitolo: Re: Le notizie di jara   Dom 31 Gen 2010 - 22:01

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MessaggioTitolo: Re: Le notizie di jara   Dom 31 Gen 2010 - 22:03

Washington, 31 gen. - (Adnkronos/Washington Post) - Con la richiesta di budget per il 2011 che Barack Obama presenterà domani spariranno
completamente i piani della Nasa, costruiti sull'ambizione di George
Bush di rilanciare l'esplorazione dello spazio, di un ritorno sulla
Luna. I numeri della finanziaria da austerity che la Casa Bianca si
accinge a presentare prevedono infatti il taglio del Constellation
program, teso a realizzare una nuova missione sulla Luna entro il 2020.
Ma anche dare un colpo mortale alla realizzazione del razzo Ares 1,
che dovrebbe essere il successore dello Shuttle per il quale l'agenzia
ha già speso miliardi. In ogni caso, sottolinea oggi il Washington Post,
bisogna aspettare di vedere se il Congresso darà luce verde alla nuova
politica di Obama, soprattutto considerato che i lobbisti
dell'industria spaziale sembrano pronti ad "una battaglia all'ultimo
sangue" a Capitol Hill. Le prime rivelazioni della stampa infatti hanno
già provocato le proteste dei congressisti eletti nei distretti che
sarebbero più interessati dal taglio delle commesse.Il primo a scagliarsi contro la decisione di Obama è Michael
Griffin, l'ex capo della Nasa, che era stato il padre del Costellation
program: "vuol dire essenzialmente che gli Stati Uniti hanno deciso di
non essere protagonisti importanti nell'esplorazione umana nello spazio
nel prossimo futuro" ha detto.
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MessaggioTitolo: Re: Le notizie di jara   Dom 31 Gen 2010 - 22:06

Washington, 31 gen. - (Adnkronos) - Il piano che Barack Obama ha
promesso nel suo discorso sullo Stato dell'Unione per affrontare il
problema del lavoro potra' arrivare a costare 100 miliardi di dollari.
Lo ha detto il portavoce del presidente, Robert Gibbs, intervistato
alla Cnn, senza dare dettagli su come potranno essere spesi questi
soldi.
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MessaggioTitolo: Re: Le notizie di jara   Dom 31 Gen 2010 - 22:28

jaramillo ha scritto:
Washington, 31 gen. - (Adnkronos) - Il piano che Barack Obama ha
promesso nel suo discorso sullo Stato dell'Unione per affrontare il
problema del lavoro potra' arrivare a costare 100 miliardi di dollari.
Lo ha detto il portavoce del presidente, Robert Gibbs, intervistato
alla Cnn, senza dare dettagli su come potranno essere spesi questi
soldi.

....mmmhh quindi se continuassero a stampare dollari a go go, si rafforzarebbere la tesi di un'altra gamba rialzista.....certo che il dopo sara' la catastrofe!!
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pesc62e
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MessaggioTitolo: Re: Le notizie di jara   Dom 31 Gen 2010 - 23:06

jaramillo ha scritto:
I furbetti dell'aumentino





Alla
faccia della crisi.
Con un cavillo nella Finanziaria regionale, i
consiglieri del Friuli Venezia Giulia si sono concessi un regalino. Si
sono aumentati i rimborsi per le spese di auto e vitto, con un
incremento che va da 175 a 580 euro in più al mese. In pratica, un
omaggio anche di 8700 euro l'anno per migliorare il loro tenore di
vita. Si stima che alla fine per i 59 consiglieri regionali l'esborso
supplettivo sarà sicuramente superiore ai 120 mila di euro, forse
vicino ai 200 mila. E - nonostante non siano in cima alle classifiche
della casta local - i parlamentari del Fvg hanno già stipendi
significativi: in busta paga finiscono circa 8000 euro netti di
stipendio, più altre indennità variabili. Per il rimborso auto finora
c'erano contributi variabili a seconda della distanza dalla sede del
Consiglio: 443 euro mensili per i triestini, 2704 per chi viene da
Pordenone. Ma nel 2010 dovranno lavorare anche di venerdì, ed ecco
l'aumentino per compensare il giorno in più di riunione.Di
fronte alle critiche, maggioranza di centrodestra e Pd hanno fatto
quadrato e hanno difeso la decisione di potenziare il benefit. Solo il
governatore Renzo Tondo si è dissociato chiedendo un taglio dei costi
della politica. E si è beccato bordate feroci dai suoi alleati leghisti
guidati da Federico Razzini: "Il governatore dia il buon esempio e
passi ai fatti, visto che dispone di auto blu con due autisti, stuoli i
personale e portaborse, ricchi fondi spese di rappresenza". Insomma,
chi è senza peccato scenda dall'auto blu.


ahhhhh...che schifezza....lo dico da friulana... Embarassed non so se è ormai è la maturità che avanza ma faccio fatica a mantenere il mio sano ottimismo, ho appena sentito all'ansa di un traffico di bambini haitiani per adozioni illegali e mi sembra impossibile che si lucri su disgrazie terribili......sembra che ormai non sia più fondo allo schifo umano....permettetemelo...
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MessaggioTitolo: Re: Le notizie di jara   Lun 1 Feb 2010 - 17:07

[quote="pesc62e"]
Citazione :
Oggetto: Re: Le notizie di jara Ieri a 6:15 pm
questo
mi fa incazzare, scusate il termine, ma come quando venne lo tzunami
qualche anno fa, questi animali riecono ad arrivare prima dei soccorsi,
io li ammazzerei a calci, e so io dove.......

Port-au-Prince, 31 gen. (Adnkronos/Ign) - La polizia di Haiti ha
arrestato 10 cittadini statunitensi che stavano portando 33 bambini
fuori dal Paese senza autorizzazione. Secondo le autorità haitiane il
gruppo è stato bloccato in una zona di confine con la Repubblica
Dominicana.
"L'idea era di portare i bambini in una zona dove potevano ricevere cure,
cibo e vestiti", si è difesa Silsby Laura Lavonne, che guidava la
spedizione, spiegando di aver acquistato una proprietà a Santo Domingo
dove intende costruire un orfanotrofio per i bambini rimasti soli nel
terremoto del 12 gennaio. "Siamo venuti ad Haiti per aiutare ancora chi non aveva più nessuno
- ha detto Laura Silsby, difendendo il piano della sua associazione,
New Life Children's Refuge, organizzazione religiosa dell'Idaho - siamo
fiduciosi e preghiamo perché la verità venga alla luce".Secondo i 10 americani, 5 uomini e 5 donne, i piccoli non avevano
passaporto mentre un funzionario diplomatico statunitense ha dichiarato
alla Cnn che il gruppo ha commesso una leggerezza non chiedendo
l'autorizzazione al governo haitiano, ma ha escluso intenzioni
criminali. "Sembra che l'orfanotrofio dei bambini fosse stato
danneggiato e così stavano trasferendo i bambini in una loro struttura
nella Repubblica Domenicana, ma non hanno chiesto il visto d'uscita",
ha detto."Il nostro gruppo è stato arrestato erroneamente e noi stiamo
facendo tutto il possibile per chiarire l'equivoco avvenuto a Port au
Prince", si legge sul sito della chiesa battista dell'Idaho cui fanno
capo i 10 arrestati.Da parte loro le autorità haitiane hanno detto che ora
interrogheranno i bambini per stabilire se hanno ancora familiari cui
essere affidati. "Quando sono arrivati, alcuni di loro piangevano e
dicevano 'vogliamo i nostri genitori''', ha dichiarato Jeanne
Bernard-Pierre, direttore generale dell'Istituto per gli Affari
sociali. Edwin Paraison, ministro degli haitiani all'estero, ha
ribadito che i minori possono lasciare il paese solo con il permesso
del ministero per gli Affari Sociali. "A prescindere da ogni valutazione dell'intenzione dei fermati, siamo di fronte ad una violazione della legge", ha detto.I 33 bambini sono stati trasferiti in un orfanotrofio a Port au
Prince. Mentre i rappresentanti dell'ambasciata americana hanno
visitato gli americani detenuti in una prigione nei pressi
dell'aeroporto della capitale. I 10 hanno affermato di stare bene e di
essere stati trattati bene. Nelle settimane successive al sisma il governo haitiano e l'Unicef
hanno denunciato la scomparsa di bambini, probabilmente vittime di un
traffico per adozioni illegali.


[/quote]




Citazione :
ahhhhh...che schifezza....lo dico da friulana... non so se è ormai è la maturità che avanza ma faccio fatica a mantenere il mio sano ottimismo, ho appena sentito all'ansa di un traffico di bambini haitiani per adozioni illegali e mi sembra impossibile che si lucri su disgrazie terribili......sembra che ormai non sia più fondo allo schifo umano....permettetemelo...
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MessaggioTitolo: Re: Le notizie di jara   Lun 1 Feb 2010 - 17:21



sono già diverse volte che lo beccolo con la tazzina in mano, che mi vuol diventare.........
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MessaggioTitolo: Re: Le notizie di jara   Lun 1 Feb 2010 - 22:58

dagospia.com

COME TI RIGIRO LA FRITTATA DINO BOFFO - I SOSPETTI, NEANCHE TROPPO
VELATI, LANCIATI VIA 'IL FOGLIO' (L’HOUSE ORGAN DEI CIELLINI IN SALSA
MENEGHINA, QUELLI DI COMUNIONE E FATTURAZIONE), AL DIRETTORE DI
'L’OSSERVATORE ROMANO', GIAN MARIA VIAN, DI ESSERE STATO L’ARTEFICE
MAXIMO DELLE DISGRAZIE BOFFIANE
- CEI RUMORS! LA RENTRÉE DI BOFFO DOVREBBE CONSUMARSI A SPESE DI 'LA
REPUBBLICA'
- QUANDO FELTRI DIEDE FUOCO ALLE POLVERI, LE CARTE CHE INFAMAVANO
L’ALLORA DIRETTORE DI AVVENIRE STAVANO NEI CASSETTI DI QUASI TUTTE LE
SACRESTIE ITALIANE - CHE CI FACEVANO ATTOVAGLIATI OGGI A COLAZIONE DA
"BERTI" A MILANO, FELTRI, IL FIDO FARINA E NIENTEMENO CHE DINO BOFFO
L'EX DIRETTORE DI "AVVENIRE" COSTRETTO ALLE DIMISSIONI PROPRIO A CAUSA
DELLA CAMPAGNA GIORNALISTICA LANCIATA DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DI
PROPRIETÀ DI PAOLINO BERLUSCONI?




1 - IL TRIO MERAVIGLIAO
Che
ci facevano attovagliati oggi a colazione da "Berti", noto ristorante
milanese, il direttore del "Giornale" Vittorio Feltri, il fido Renato
Farina e nientemeno che Dino Boffo l'ex direttore di "Avvenire"
costretto alle dimissioni proprio a causa della campagna giornalistica
lanciata dal direttore del quotidiano di proprietà di Paolo Berlusconi?
BOFFO SIGNORINI
L'incontro, avvenuto dopo le pubbliche scuse di Feltri a Boffo
qualche settimana fa, è stato coronato da risotto e cotoletta alla
milanese, un pranzo tipico nel ristorante con giardino che dista
qualche centinaio di metri dalla sede del quotidiano cattolico.
Boffo, attentissimo, dava le spalle alla sala e così nessuno l'ha
riconosciuto: né il candidato della sinistra alla Regione che sfida
Roberto Formigoni, Filippo Penati, che pure ha salutato Feltri con
calore. E nemmeno Stefania Craxi, sulla cui fronte Farina ha posato un
bacio affettuoso.

2 - LA RENTRÉE DI BOFFO, SECONDO LE MALELINGUE DELLA CEI, DOVREBBE CONSUMARSI A SPESE DI 'LA REPUBBLICA'
Giosa Fat per Dagospia
boffo
Quando Feltri diede fuoco alle polveri del "caso Boffo", le carte
che infamavano l'allora direttore di Avvenire stavano nei cassetti di
quasi tutte le sacrestie italiane. Vi erano giunte parecchi mesi prima,
accompagnate da uno scritto che sarebbe dovuto doveva apparire agli
occhi dei più sprovveduti come una "minuta" con la quale un
ecclesiastico di rango inferiore riferiva della spinosa questione a una
non meglio precisata "Eccellenza", presumibilmente un presule in carica
di una segreteria di stato vaticana dove i minutanti con l'italiano
sciancato sono ormai maggioranza.RENATO FARINA_resize
Il fatto poi che il caso fosse scoppiato subito dopo il Meeting di
Rimini ha fatto credere a molti, se non proprio a tutti, che l'unico
che avesse bevuto l'invitante pozione fosse un vescovo ciellino noto
soprattutto per la facilità con la quale si presta a consegnare amene
riflessioni ai suoi compagni ciellini, soprattutto a quelli che stanno
a Il Giornale (e prima ancora a Libero) per fare i killer a pagamento.
Stefania CraxiLa
seconda puntata della saga dei baciapile è lanciata da Feltri quando,
nella sua lettera-rettifica ha lasciato intendere che, se qualcuno
continuava a spazientirlo, avrebbe anche potuto rivelare la "fonte
qualificata" che gli aveva passato le carte. La terza puntata è di
questi giorni, con i neanche troppo velati sospetti, lanciati via Il
Foglio (l'house organ dei ciellini in salsa meneghina, quelli di
Comunione e Fatturazione), al direttore di L'Osservatore Romano, Gian
Maria Vian, di essere stato l'artefice maximo delle disgrazie boffiane.
FELTRI
In realtà, Feltri non fa nomi. A Gian Maria Vian fa invece esplicito
riferimento Sandro Magister, il vaticanista di L'Espresso che si è da
qualche anno attribuito la molto possibile mission di tutelate
l'eredità ruiniana (dimenticando l'epoca in cui firmava articoli
ferocemente di segno opposto) e di propagandare la teologia
ratzingeriana (facendo finta di non ricordare quello che per anni ha
rovesciato addosso all'allora prefetto della dottrina della fede), da
mesi ormai dedicato ad arditi cimenti contro il direttore della
cappella musicale papale e contro quello del giornale della Santa Sede.
Sembra una battaglia per forti ideali ma, alla fine, appare sempre
di più una lotta di poveri di spirito per ricchi mezzi. Ruini ha tenuto
stretto i cordoni della borsa, il network radiotelevisivo della Cei non
è stato ridotto a spezzatino (e Gianfranco Fabi, dopo aver portato ai
minimi storici gli ascolti di Radio24, non ha potuto far fare la stessa
fine ai media episcopali), 'Avvenire' è stato lasciato saldamente in
mano a coloro che vi hanno sudato per anni (e Andrea Tornielli, che
credeva di poter diventare direttore grazie alla sua amicizia con le
cuoche del Papa si è dovuto rassegnare a continuare a mangiare nel
piatto berlusconiano di 'Il Giornale') e Dino Boffo è di nuovo pronto
per il gran finale.
VITTORIO FELTRI
La sua rentrée, secondo le malelingue della Cei, dovrebbe consumarsi
a spese di La Repubblica. Il quotidiano di largo Fochetti è in cerca di
una penna che riporti la pagina della vaticanistica ai livelli di
sempre. L'uscita per età pensionabile di Marco Politi è stata
momentaneamente tamponata con l'innesto dell'anziano e coltissimo
Giancarlo Zizola, mentre per la quotidianità e le faccende di scarso
spessore l'ottimo Orazio La Rocca è stato affiancato da una penna tanto
improvvisata da rasentare il ridicolo.Mons Luigi Negri San Marino
Nel frattempo, i cacciatori di teste del quotidiano diretto da Ezio
Mauro hanno dovuto valutare le autocandidature di Aldo Maria Valli (da
sempre, presentato come "martiniano" di provata fede) e Franca
Giansoldati (che ama far sapere a tutti, anche a quelli disinteressati,
che tra lei e l'Opus Dei esiste un feeling veramente speciale), la cui
presenza a Il Messaggero è da tempo esente da ogni entusiasmo.GIAN MARIA VIAN
Con Repubblica ha già un contratto di collaborazione Joaquìn Navarro
Valls, ma le sue analisi -quelle che possono essere definite farina del
suo sacco- non hanno finora lasciato alcun segno. Dino Boffo è di tutta
altra tempra giornalistica. Ed è facile prevedere che ogni suo
evantuale analisi, anche a causa della pubblicità feltriana, è
destinata ad avere una grande risonanz

[01-02-2010]
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Le notizie di jara
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